LA STORIA

Sono gli albori del 1900, gli anni in cui la famiglia MORETTINI iniziò ad occuparsi di carne. Morettini Ferdinando, il capostipite della generazione dei macellai Morettini, arrivando a Serra San Quirico da Genga (An), iniziò ad allargare la sua già fiorente attività di commercio del bestiame. Acquistava e vendeva vacche, vitelloni, vitelli in prevalenza di razza marchigiana, acquistato dalle campagne della zona. Il bestiame veniva portato in tutti i mercati del centro Italia, comprese le maremme toscane e laziali. Nella macelleria di allora la carne venduta era solo ovina: agnelli, montoni e castrati.

Poi Morettini Francesco, affiancandosi e seguendo le ombre del padre, iniziò a imparare il mestiere. In breve tempo divenne un ottimo commerciante di bestiame. Arrivò il momento di ampliare i prodotti venduti nella macelleria: la carne bovina.

Da quel momento, insieme alla moglie Natalina, la macelleria Morettini iniziava a strutturarsi e a diventare un ottimo, fornito ed attrezzato negozio. Infatti aveva il suo mattatoio personale, tutti gli animali dal bovino, ai suini, agli ovini venivano macellati in loco. A quei tempi non esistevano banchi espositivi, ma solamente un banco adatto per appoggiare una bilancia, la carta per incartare la carne (carta paglia), un ciocco ricavato da un tronco di una quercia. La carne una volta sezionata rimaneva nella cella frigo e al momento della richiesta veniva presa, tagliata, pesata ed incartata. La lavorazione del maiale divenne anche un’attività importante. Anche se questa allora era solo stagionale, gli insaccati sia freschi che stagionati iniziavano ad essere prodotti con qualità eccellente.

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Andando avanti nel tempo, sopraggiunsero agli anni ’70, quando Morettini Mario incominciò anche lui a intraprendere questo mestiere iniziato dal nonno. Nel frattempo i tempi erano cambiati, come erano cambiate anche le leggi igienico-sanitarie e quindi ci fù la prima trasformazione della Macelleria Morettini. Andarono in pensione i vecchi banchi in legno , le vecchie bilance ad orologio, le vecchie gancIere etc. Al loro posto giunsero i banchi frigo le nuove bilance elettroniche le nuove ganciere in acciaio inox e tutto ciò che ai quei tempi poteva dirsi una nuova e moderna macelleria. Sicuramente quello che rimaneva era la qualità della carne venduta, l’igiene del negozio e la cortesia con i clienti. Arrivò anche Massimiliana, la moglie, a coadiuvare questo lavoro. Il tempo trascorreva, il modo di acquistare la carne e di consumarla cambiava . Mario e Massimiliana allora si resero conto di non essere più al passo con i tempi. Decisero che era arrivato il momento di una riqualificazione professionale. Trovarono un’ottima scuola presso la Federcani di Perugia e quindi per tre mesi presero parte ad un corso in quella sede. Così facendo riuscirono a trasformare la macelleria nella nuova e moderna Bottega della Carne.

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I pronti a cuocere ed i cotti diventavano un loro punto forte, rimanendo sempre integri i dettami imparati e tramandati da due trascorse generazioni: qualità, igiene e cortesia. Il banco iniziò a riempirsi di ottime polpette, di arrosti, svizzere e tanti pronti per la cottura. Nel negozio si diffondevano di ottimi sapori di arrosti, primi piatti, contorni, pollo allo spiedo. Era la rosticceria che incominciava a fare da padrona. La porchetta di maiale, iniziava ad essere una specialità del negozio. Con la sua cottura forno a legna, la porchetta quella di una volta con la cotica che “scroscia”, realizzata sia intera che in tranci, rallegrava incontri di amici e parenti in molteplici occasioni. Nei giorni particolari, vedi ultimo dell’anno, ma anche in più comuni occasioni, la Rosticceria era in grado di portare a casa caldi: cenoni, pranzi completi , dai primi ai contorni, con appositi contenitori termici.

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